18-19 GIUGNO : DUE APPUNTAMENTI IMPERDIBILI: PNL E MOTIVAZIONE

CORSO PREPARATORE MENTALE AICS: E’ possibile frequentare anche un solo appuntamento formativo. Nel caso si voglia intraprendere il percorso per Preparatore Mentale avendo saltato uno step formativo, sarà possibile recuperarlo in altra data. Vai alla pagina »

NUOVA SEZIONE DIDATTICA E FISCALE PER GLI INSEGNANTI

In questa sezione potrai consultare Video, articoli e trovare esercitazioni da utilizzare nelle varie aree, Tecnica, Tattica, Motoria e Mentale, per arricchire la tua formazione professionale. Vai alla pagina »

 

Calendario Formazione 2016

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Ecco i prossimi appuntamenti Formativi: 

4 GIUGNO: CORSO SPECIALIZZAZIONE IN MINI TENNIS TRAINING ROMA-MODENA-PERUGIA

Il 18-19 GIUGNO CORSO PER PREPARATORE MENTALE DI 1° LIVELLO AICS nel Lazio a Roma – 2° e 3° Step

Per tutte le informazioni e la modulistica vai alla pagina della Formazione

Calendario Formazione 2016

Sono realistici i tuoi allenamenti?

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Come deve essere strutturata un’esercitazione per essere efficace? Quali sono i presupposti che un buon insegnante deve tenere a mente nell’organizzare una lezione? I nostri allenamenti sono inseriti in una cornice di realtà?

Partiamo dai concetti di base per capire innanzitutto quali sono le esercitazioni più utilizzate.

Osservando la maggior parte delle scuole tennis, possiamo notare che i maestri utilizzano molto il cesto. Questo strumento a volte sinonimo di un centro di potere di proprietà esclusiva del maestro, ma che in realtà andrebbe utilizzato in modi diversi e condiviso con i nostri allievi.

Le esercitazioni più utilizzate sono quelle denominate a blocchi: eseguo ad esempio un certo numero di diritti diagonali partendo da un determinato punto. Queste esercitazioni sono consigliate nella fase di avviamento del minitennis, in quanto permettono la ripetizione di un determinato gesto tecnico e la conseguente assimilazione a livello inconscio.

Con la conseguente crescita del livello di gioco, e per crescita non intendiamo mesi, ma anche a volte poche settimane queste esercitazioni possono trasformarsi in esercitazioni seriali, ad esempio un diritto e un rovescio giocati in maniera non randomizzata.

Andando avanti con la pratica si utilizzeranno esercitazioni variabili, ossia ad esempio una palla lunga e poi una palla corta.

Lo step finale sarà costituito da un’esercitazione di tipo randomizzato dove l’imprevedibilità attiverà nel giocatore un processo di anticipazione mentale e motoria.

Da questo breve riassunto sulle tipologie di esercitazioni possiamo arrivare ad una considerazione fondamentale. La pratica a blocchi, ovvero la ripetizione di un certo numero di colpi sempre uguali (es. una serie di diritti lungolinea) non serve a molto per la crescita tecnica di un giocatore, perché non è attinente a quello che realmente accade in un campo da tennis, ma diventa una mera ripetizione di un gesto tecnico svincolato da qualsiasi schema mentale, tattico o strategico. Può essere utile in fase di “pulizia tecnica”,  per ritrovare la corretta percezione di un gesto, ad esempio dopo un torneo, o come abbiamo detto prima, nella fase di avviamento, ossia in quella fase di costruzione iniziale di un determinato colpo.

Ad un livello superiore all’avviamento le esercitazioni devono essere inserite dentro una CORNICE DI REALTA’.

A questo proposito ad esempio nel caso del servizio “cedere”  l’utilizzo del cestino al nostro allievo e fargli rimettere in gioco la palla eseguendo il colpo del servizio sarà sicuramente più attinente alla realtà, piuttosto che fargli eseguire un cesto intero di battute senza che dall’altra parte del campo ci sia un avversario. Pensate oltretutto a quanti colpi di servizio un allievo potrebbe esercitare in una singola lezione, rimettendo in gioco la palla con la battuta. Si allenerebbe nel servizio e imparerebbe anche ad uscire dal servizio per essere pronto ad eseguire il colpo successivo.

Domandiamoci quindi: quante volte le nostre esercitazioni sono attinenti alla realtà di uno scambio di partita?

Cerchiamo quindi di rendere le nostre lezioni più realistiche possibili, facendo allenare i nostri allievi con esercitazioni che ricalchino la realtà di un punto. Si troveranno in partita ad aver già vissuto più e più volte quell’esperienza e potranno utilizzare gli strumenti che inconsciamente avranno assimilato.

Mauro Marino

Responsabile Nazionale e della Formazione AICS Tennis

 

Scopri il primo obiettivo da raggiungere per un tennista!

LONDON, ENGLAND - NOVEMBER 20:  Roger Federer of Switzerland returns the ball during the men's singles first round match against Jo-Wilfried Tsonga of France during the Barclays ATP World Tour Finals at the O2 Arena on November 20, 2011 in London, England.  (Photo by Julian Finney/Getty Images)

14/05/2016

Nei corsi di formazione che organizzo da molti anni, una delle domande più frequenti che mi viene posta dagli allievi insegnanti è: “qual è il primo obiettivo da raggiungere per un allievo che impara a giocare a tennis?”.

Anche se molte sono le componenti che contribuiscono allo sviluppo tecnico, tattico, mentale e motorio del gioco di un tennista, al primo posto possiamo mettere senza dubbio una componente fondamentale: l‘EQUILIBRIO!

La ricerca dell’equilibrio è un elemento importantissimo, non solo per un tennista ma in generale per ogni atleta.

Va evidenziato che la nostra mente inconscia, nell’elaborare le informazioni che portano all’esecuzione di un buon gesto tecnico, pone l’attenzione sulla ricerca di un corretto equilibrio prima di ogni cosa. Inconsciamente infatti, il nostro istinto è portato alla salvaguardia della nostra incolumità e il non cadere fa parte di uno di questi bisogni.

Va da sé che un tennista che colpisce la palla in maniera scoordinata per mancanza di equilibrio, porrà inconsciamente la sua attenzione in primo luogo sulla ricerca dello stesso e solo in secondo luogo sulla riuscita del colpo nella situazione di gioco vissuta.

Per questo è fondamentale insegnare subito ai nostri allievi l’importanza di una posizione che sia stabile, con un centro di gravità basso e una linea di gravità all’interno della base d’appoggio.

Un ulteriore aiuto per la ricerca dell’equilibrio è una posizione della schiena eretta. A volte i nostri allievi infatti tendono a chiudere le spalle e a piegarsi in avanti e questo può essere una causa di perdita di equilibrio, in quanto può provocarsi uno spostamento verso l’esterno del centro di gravità.

E’ importante quindi che un insegnante lavori in primis sul raggiungimento di un buon equilibrio attraverso una serie di esercitazioni atte a sviluppare le capacità di equilibrio statico, dinamico e in volo (a seconda delle fasce d’età prese in considerazione).

Per raggiungere un buon equilibrio è di primaria importanza inoltre, analizzare insieme ai nostri allievi le posizioni adottate in campo, denominate stance. Parleremo di questo in un prossimo articolo.

Mauro Marino

Responsabile Nazionale e della Formazione AICS Tennis